PICCHIATE IL PROF.

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Indignazione, vergogna e sdegno sono le sensazioni che mi vengono in mente dopo le ultime aggressioni a professori, insegnanti, maestre

Caserta, Palermo, Torino, Piacenza, Foggia alcune città, dove sono avvenuti gli ultimi episodi di violenza contro coloro che cercano, tra le mille difficoltà, di insegnare e dispensare cultura.

Subito una domanda… E’ emergenza oppure esagerazione mediatica? Sicuramente la prima.

Un rimprovero all’alunno, un brutto voto, un ritardo, alla mia epoca era motivo di rimprovero dei genitori verso i propri figli ora è motivo di dissenso contro l’insegnante che in alcune occasioni sfocia in aggressioni inaudite e ignobili.

Ma perché tutto ciò?

Il fatto è che la scuola ha perso valore nelle menti degli italiani: gli studenti ci vanno svogliatamente e non ritengono di dover rispettare le regole.

D’altro canto i genitori vedono questa istituzione solo come un luogo in cui far passare tempo ai loro figli ai quali poi tutto è dovuto.

Inoltre c’è il fatto che la società attuale sta creando un modello sempre più violento che non risparmia nessuno e che non rispetta più né le persone né tanto meno il loro ruolo.

Così il corpo docente è sempre più vittima “bianca” e “silenziosa”, senza alcuna tutela, a volte anche criticato dalla stessa classe politica.

Il risultato è il decadimento continuo della scuola.

Vedere questo andazzo senza che nessuna istituzione intervenga, dispiace prima di tutto come padre, poi come cittadino italiano e in ultimo come contribuente.

Cosa bisogna fare allora?

C’è bisogno di un nuovo tipo di scuola.

Una scuola seria che rimarchi sempre il proprio valore nella società.

Una scuola in cui chi non merita viene bocciato se non espulso, senza troppi complimenti.

Una scuola non asservita a regole commerciali e/o manageriali.

Una scuola maestra di vita, dove chi sbaglia sa già che poi ne pagherà le conseguenze.

Una scuola insomma in cui studiare è un privilegio e un orgoglio e non un diritto a prescindere.

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