SENATRICE LILIANA SEGRE

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Il 19 gennaio 2018 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita, ed è la prima testimone italiana dell’Olocausto a ricoprire questo incarico.

La nomina è stata fatta proprio lo scorso anno, in quanto coincideva con l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali.

Sergio Mattarella l’ha concessa in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana, “per avere illustrato la patria con altissimi meriti nel campo sociale”.

A ricoprire tale carica è la quarta donna, dopo Camilla Ravera (1982), Rita Levi Montalcini (2001) ed Elena Cattaneo (2013).

Liliana Segre decide di diventare testimone della Shoah solo nel 1990: prima di allora non ha mai voluto parlare pubblicamente della sua esperienza nei campi di concentramento.

Nel 1997 è tra i testimoni del film documentario “Memoria” ;dopo qualche anno, nel 2005, viene riportata la sua esperienza in un libro intervista di Emanuela Zuccalà.

Tra il 2008 ed il 2010 riceve due lauree honoris causa: la prima in giurisprudenza dall’ Università di Trieste, la seconda in scienze pedagogiche dall’ Università degli Studi di Verona.

Ma chi è prima di tutto questo, Liliana Segre?

Nasce nel 1930, il 10 settembre, a Milano.

Vive con il papà Alberto e con i nonni paterni, la mamma Lucia infatti, era morta quando lei non aveva nemmeno un anno.

Era il 30 gennaio del 1944 quando viene deportata dal Binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz – Birkenau.

Il viaggio sul treno lo fa con il papà, ma all’arrivo ad Auschwitz vengono separati: i loro sguardi si incrociarono per l’ultima volta mentre qualcuno gridava “… gli uomini da una parte e le donne dall’altra”.

Il suo numero di matricola impresso sul braccio era il 75190.

Dopo tanto tempo e tanti giorni bui viene liberata l’undici Maggio del 1945 dal campo di Malchow.

Uomini a destra e donne a sinistra. E poi non lo vidi più. Anche se vivessi altri cento anni, quel momento resterebbe indelebile, perché fa parte di me. Come papà!” (Tratto dal libro “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre).

Daniela Angelucci

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