LA PROCEDURA DI INFRAZIONE

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Manovra, ecco cosa rischia l’Italia con la procedura di infrazione.

Le sanzioni che potrebbero colpire il Paese:
multa fino a 9 miliardi di euro,
congelamento dei fondi strutturali,
stop ai prestiti della Banca europea.

L’Italia ha spedito alla Commissione Europea la lettera sulla manovra economica.
Il governo ha scelto la strada della fermezza.
“Il tasso di crescita non si negozia”, ha affermato il ministro Giovanni Tria.
Una decisione, quella del governo Lega-M5S che lascia nelle mani di Bruxelles il futuro del Paese.

Quale l’ipotesi più incombente?
L’attivazione della procedura di infrazione contro l’Italia.
Ma cosa comporterebbe questa opzione?
Sicuramente, se Lega e M5stelle non si allineassero alle disposizione Ue, delle pesanti sanzioni per il Paese.
Nel peggiore dei casi, se si dovesse attivare la procedura di infrazione, l’Italia rischierebbe sanzioni fino a 9 miliardi di euro.

Prima della loro attivazione l’UE dà al governo ulteriori possibilità di conformarsi ai parametri comunitari.
Ogni sei mesi il Paese è tenuto a inviare report aggiornati sul bilancio.
Periodicamente, inoltre, i conti statali sarebbero sottoposti al controllo dei tecnici europei.
Se però il governo, continuasse a non tenere in considerazione le richieste di Bruxelles, i vertici europei potrebbero usare il pugno duro.
Le sanzioni economiche sono calcolate in base a vari elementi:
l’importanza delle norme non rispettate e gli effetti della violazione degli interessi generali,
il periodo in cui il diritto dell’Unione Europea non è stato applicato
la capacità del Paese di pagare. La multa massima con cui l’Ue può colpire uno Stato membro è pari allo 0,5% del Pil.
Nel caso dell’Italia 9 miliardi di euro. Si parte però da una sanzione minima equivalente allo 0,2% del Pil.

Cosa ci aspetta entro il 21 novembre 2018?
O nelle prossime settimane?
Anzitutto dovrebbe arrivare il parere finale della Commissione Europea.
Questo passerà, poi, al Consiglio dei Ministri per essere discusso i primi di dicembre.
Entro 15 giorni, intorno al 6 dicembre, dovrebbe arrivare anche il parere dell’Ecofin, il consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze degli Stati membri dell’Unione Europea.
Tra i compiti della commissione c’è anche quello di produrre la raccomandazione contenente le misure correttive.
In caso di opzione negativa della Commissione, l’attivazione della procedura di infrazione dovrebbe avvenire il 22 gennaio.
Nello stesso giorno l’Ecofin dovrebbe approvare una raccomandazione con il “percorso correttivo”.
La procedura di infrazione, in base al lungo iter previsto dalle norme europee, dovrebbe far vedere i primi effetti nella primavera del 2019.

Noi di Iopessimista come tutti gli italiani attendiamo l’evolversi della situazione,nella speranza che si arrivi ad una conclusione che non cada come al solito su noi cittadini..

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