IL RAPPORTO DI FIDUCIA TRA GOVERNO E PARLAMENTO

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Nell’analisi delle funzioni del Governo merita di certo notevole importanza il rapporto di fiducia tra lo stesso Governo ed il Parlamento, così come disciplinato dall’articolo 94 della nostra Costituzione.

Il Governo è espressione della maggioranza del Parlamento e deve attuarne la volontà.

Il nostro sistema infatti si regge sul rapporto di fiducia tra questi due organi e la necessità di costituire un nuovo governo si presenta quando questa fiducia viene a mancare nel corso della legislatura (si ha quindi una crisi di governo) oppure quando si rinnovano le camere (in presenza quindi di elezioni politiche) e si deve formare un nuovo Governo che sia espressione del nuovo Parlamento.

Quando il Governo non gode più della fiducia del Parlamento si dice che “entra in crisi” ed è quindi costretto a dare le dimissioni; infatti dopo che il Governo si è formato e ha prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica, lo stesso Governo entro dieci giorni, deve ottenere la fiducia dell’organo legislativo.

Una volta ricevuto il voto di fiducia, l’esecutivo può esercitare pienamente i suoi poteri e quindi può cominciare ad attuare il programma presentato alle Camere.

Nel corso però della legislatura il Parlamento può revocare la fiducia al Governo attraverso una “mozione di sfiducia“.

La crisi si apre ufficialmente con la presentazione delle dimissioni da parte del Presidente del consiglio al Presidente della Repubblica, il quale dà avvio ad una serie di consultazioni per assumere le informazioni necessarie sulla situazione politica e individuare quindi la persona che ha maggiori possibilità di formare un nuovo Governo e di ottenere la fiducia del Parlamento.

In alcuni casi il Presidente della Repubblica può anche sciogliere in maniera anticipata le Camere e procedere con nuove elezioni.

Nel corso della storia politica italiana abbiamo avuto sia casi di scioglimento delle Camere in maniera anticipata che nomina di nuovi Governi, maggiormente tecnici, con il compito di portare a termine la legislatura.

Daniela Angelucci

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