IL MONDO DI GRETA

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Greta, la ragazzina che ha scosso i leader mondiali guardandoli negli occhi.
Treccine bionde, viso pulito e angelico, Greta Thunberg dimostra forse anche meno dei suoi 16 anni.
E sembrerebbe un’adolescente come le altre se non fosse che la giovanissima attivista svedese ha grinta e carattere da vendere.
Al punto che non ci ha pensato due volte a rimproverare (a più riprese) i leader mondiali per la scarsa cura che hanno del pianeta.

Il mondo si è definitivamente accorto di lei e Greta è diventata una vera e propria icona.
Di cosa?
Di coraggio, di consapevolezza, di azione.

Sul clima ha detto “non voglio che speriate, vi voglio vedere nel panico”, parole dure e incisive, ai leader riuniti a Davos per il Forum economico.
Agli inizi di dicembre era intervenuta alla COP24, il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutosi a Katowice, in Polonia.
Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno e lasciate anche questo peso a noi ragazzini”, aveva ammonito.
Per Thunberg, quello che i leader non si decidono a scardinare è un sistema in cui “sono le sofferenze di molti a pagare il lusso di pochi”.
Infine la stoccata: “State rubando il futuro ai vostri figli”.

L’obiettivo di Greta è quello di sensibilizzare gli animi, di scuotere le coscienze.
E con qualcuno ci è già riuscita.
Il movimento che ha ispirato.
All’incirca due mesi dopo quel primo intervento diventato virale sul Web, sta prendendo forma un movimento di giovanissimi studenti che scende per le strade di decine città europee, per protestare contro un modello di sviluppo che va avanti a discapito del riscaldamento globale.
Non sarà l’unica marcia: armati di cartelli e slogan i ragazzi protesteranno ancora. E ancora.
Sempre di venerdì, come suggerisce l’hashtag che li rappresenta: “fridays for future”.
Non si tratta di un pretesto per anticipare il weekend, ma di un vero e proprio omaggio a Greta che un venerdì dello scorso anno, da sola, decise di scioperare fuori dal Parlamento svedese.

Nata il 3 gennaio 2003 in Svezia Greta Thunberg è figlia della cantante d’opera Malena Ernman e dell’attore Svante Thunberg.

E’ affetta dalla sindrome di Asperger, come ha raccontato lei stessa al Ted di Stoccolma del 2018.
All’età d 11 anni mi sono ammalata. Ho smesso di parlare e di mangiare. In due mesi ho perso 10 chili. Più tardi mi è stata diagnosticata la sindrome di Asperger e un mutismo selettivo. In pratica parlo solo quando ritengo sia necessario. Questo è uno di quei momenti”, ha detto al pubblico in sala.
Poi ha continuato: “Per quelli che come me sono aldilà dello spettro (autistico) quasi tutto è bianco o nero. Credo che sotto molti aspetti gli autistici siano normali mentre il resto delle persone molto strane. Come quando affermano che il cambiamento climatico è una minaccia seria e poi continuano a comportarsi come sempre”.

Tutto ha inizio da uno sciopero.
La Svezia si accorge di Greta per la prima volta il 20 agosto dello scorso anno quando l’allora 15-enne, che frequentava il nono anno di una scuola di Stoccolma, decise di non entrare in classe fino alle elezioni generali del 9 settembre 2018.
Il Paese era stato colpito da eccezionali ondate di calore e da incendi boschivi senza precedenti.
Per Greta il governo svedese doveva ridurre le emissioni di carbonio come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico.
E non potendo votare perché ancora minorenne decise di dire la sua rimanendo seduta davanti al Parlamento svedese ogni giorno durante l’orario scolastico, con lo slogan “sciopero della scuola per il clima”.
Dopo le elezioni, ha continuato a manifestare ogni venerdì.

Né alberghi né aerei.
C’è un concetto che ripete spesso: “Invece di preoccuparvi per il futuro, dovreste provare a cambiarlo quando potete”.
E nel suo ‘piccolo’ lei lo sta facendo.
Con l’esempio prima che con i suoi discorsi duri ai leader mondali.
Greta, ad esempio, non prende più l’aereo per inquinare meno, e ha convinto persino la madre a imitarla.
La famiglia è vegetariana, come lei.
A Davos è arrivata in treno, dopo un viaggio durato più di 30 ore.
Poi, stanca, Greta ha dormito in una tenda montata accanto all’albergo Schatzalp.
Quando ha saputo di essere tra i possibili vincitori del Children’s Climate Prize e che i finalisti avrebbero dovuto viaggiare in aereo fino a Stoccolma, Greta si è tirata indietro.

A dicembre 2018, Time l’ha inserita tra i 25 teenager più influenti del 2018.
A lei non preoccupa essere impopolare, ma nemmeno popolare.

Noi di Iopessimista siamo molto sensibili a questo argomento, soprattutto per migliorare le condizioni del nostro pianeta e dare un futuro migliore alle nuove generazioni… sperando sempre che chi deve decidere capisca finalmente la situazione. E dia una volta tanto una svolta a tutto ciò, e non come sempre fanno, di girare la testa…

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