IL GIUDIZIO SULLE ACCUSE

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La settimana scorsa quando abbiamo iniziato a trattare la Corte Costituzionale, abbiamo detto che il suo ruolo è quello di dare un giudizio sulle accuse mosse nei confronti del Presidente della Repubblica.

Innanzitutto ci ricordiamo che la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica viene fatta dal Parlamento in seduta comune, ma il giudizio spetta alla Corte Costituzionale.

Il Parlamento in seduta comune si riunisce sulla base di una relazione di un comitato formato dai componenti della giunta del Senato della Repubblica, e da quelli della giunta della Camera dei deputati, competenti per l’autorizzazione a procedere.

La deliberazione è adottata a scrutinio segreto, e nella messa in stato d’accusa, lo stesso Parlamento elegge tra i suoi componenti dei commissari per sostenere l’accusa; questi commissari esercitano quindi davanti alla Corte Costituzionale le funzioni di pubblico ministero.

Nei giudizi di accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono oltre ai giudici ordinari della Corte, 16 membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi come requisiti l’eleggibilità a senatore; il Parlamento compila tale elenco in seduta comune ogni 9 anni.

Il presidente della Corte Costituzionale provvede lui stesso, o delega alcuni giudici, al compimento degli atti di indagine necessari, compreso l’interrogatorio dell’imputato e la relazione nel giudizio sulle accuse.

Una volta chiuso il dibattimento la Corte si riunisce in camera di consiglio senza interruzione, con la presenza dei giudici ordinari ed aggregati presenti a tutte le udienze in cui si è svolto il giudizio.

Nelle votazioni per deliberare la sentenza non sono ammesse astensioni: in caso di parità di voti prevale l’opinione più favorevole all’accusato.

La sentenza è irrevocabile ma può essere sottoposta a revisione, se dopo la condanna sopravvengono o si scoprono fatti o elementi di prova che rendono evidente che il fatto non sussiste oppure che il condannato non l’abbia commesso.

Ci sono stati casi nella storia della nostra Repubblica?

Si, o meglio ci sono stati tentativi di impeachment contro diversi Presidenti della Repubblica, ma nessuno è mai andato a segno.

In un paio di casi, come quelli di Giovanni Leone e Francesco Cossiga, sono arrivate però le dimissioni del capo dello Stato; minacce di messa in stato di accusa hanno lambito anche Oscar Luigi Scalfaro e Giorgio Napolitano; ultimo a livello cronologico quello poi dello scorso anno nei confronti di Sergio Mattarella nella formazione del Governo.

Daniela Angelucci

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