DA EINAUDI A GRONCHI

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Dopo Enrico De Nicola, il cui ruolo era stato quello di garantire i lavori dell’Assemblea Costituente, l’abitante del Palazzo del Quirinale, e quindi il secondo Presidente della Repubblica italiana, fu Luigi Einaudi.

Nato a Carrù il 24 marzo del 1874, era un intellettuale ed un economista di fama mondiale, che aveva già partecipato al quarto governo di De Gasperi.

Il suo mandato fu molto meno tranquillo di quello del suo predecessore: erano infatti gli anni della guerra fredda che scatenava una lotta politica esasperata, gli anni della contrapposizione tra il sistema liberale e quello comunista, gli anni della firma del Patto Atlantico.

Il suo incarico si ricorda per riservatezza e discrezione: riuscì ad affermare e mettere in evidenza alcune prerogative presidenziali; in ambito politico trasmetteva stimolo al Parlamento e ai singoli ministri, andando ad influenzare gli indirizzi di governo e richiamando l’esecutivo stesso al rispetto del pareggio del bilancio dello Stato.

Non ha nominato nessun giudice della Corte Costituzionale in quanto, anche se prevista dal 1948, fu istituita solo nel 1956, e quindi un anno dopo la fine del suo incarico.

Dopo De Nicola ed Einaudi, Giovanni Gronchi, nel 1955, sale al Quirinale.

Era andato contro De Gasperi nella scelta della firma al Patto Atlantico, si era aperto al dialogo verso il versante Socialista e, una volta eletto Presidente della Repubblica, inizia un percorso diverso rispetto ai suoi predecessori, in quanto partecipa in modo attivo sia la politica interna che quella estera.

Nel suo discorso di insediamento aveva sollecitato la formazione degli istituti di ricerca costituzionali ancora inattuati all’epoca.

In politica estera evidenziava la sua iniziativa, che a volte era in contrasto con le scelte operate al governo.

Proprio i suoi contrasti non lo portarono alla riconferma del mandato presidenziale e, divenuto di diritto senatore a vita, si ritirò andando ad iscriversi al gruppo misto, confermando quindi scarsi e freddi rapporti con il partito di provenienza.

Morì a Roma nel 1978.

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